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Maria nel Presepio.


Vergine bella, che al divino Amante
 Di Sion tra le figlie una piacesti;
 Madre, che il miro Infante
Dal grembo verginal pur or sciogliesti;
Se a questo speco i' vegno
E a' piedi tuoi mi prostro riverente,

Deh! non avermi benché vile a sdegno.
Reina alta e possente:
Soffri per poco che, qual detta amore,
 Suoi caldi sensi a te disfoghi il core.

O fortunata, nel divin consiglio
D'Eva eletta a temprar la ria sciagura;
Al nascer del tuo Figlio
D'ignoto gaudio sfavillò natura.
 Dall' immortal soggiorno
Con fervido desir calati a stuolo,
Mille angioletti a queste, mura intorno
Strinser vagando il volo:
E in soave dolcissima armonia
Fan giulivi echeggiar Gesù; Maria.

Salve, o leggiadra sospirata aurora
Del sommo sole apportatrice eletta:
Per te il suol si colora,
Per te la negra notte a gir s'affretta.
 Tutta sei bella e pura
Come vaga la luna in ciel passeggia:
 Tu d' esta valle fra la nebbia oscura
 Risplendi qual fiammeggia
Il maggior astro, che natura abbella:
Tu., fra 1' opre di Dio, 1' opra più bella.
Godi, o Maria, che il nome tuo già spande
Per ogni lido in chiaro suon la fama:
 Dalle infocate lande,
Dai gelidi trioni ognun ti chiama.
 Il tenebroso volto
Levar i' veggio le future etadi,

Impazienti di lodarti: ascolto
Già di ville e cittadi
Concorde un grido... Esulta, o fortunata,
 Tutte le genti ti diran beata!

Ma qual su la tua fronte all'improvviso
 In fosco vel funesta nube apparve?
L'amabile sorriso
Ohimè! repente in un balen disparve!
Perchè sì immota stai,
E al tuo soave fanciullin vezzoso
Fissi tenendo gli offuscati rai,
Dal petto egro affannoso
Traggi un sospiro, e già su la pupilla
 Turgida spunta del dolor la stilla?

Oh! ben t' intendo! Al tuo pensier s' offrìo
Quel crudo scempio, onde nel cielo è scritto
Che dal tuo Figlio e Dio
Venga terso dell' uomo il gran delitto.
Le membra sue divine
Dai flagelli già lacere, e la fronte
Cinta già miri di pungenti spine.
 Ecco, l' orribil monte
Oh Dio! rosseggia... ahi vista! ecco la Croce!...
Ecco Gesù mandar l'estrema voce!

Deh! se si forte ora ti duoli, e il Figlio
 Vezzoso bambinel pur stringi al petto;
Qual pianto avrai sul ciglio,
Quando in grembo deposto il tuo diletto
Ti fia, di nero sangue,
D' aspre ferite ricoperto e brutto,

E bacerai la fredda spoglia esangue?
 Ben del feral tuo lutto
Alla vista chi regge e non vien meno,
O non ha cuore, o cuor di tigre ha in seno.

Misera Madre, in sull' april degli anni,
Che già sì vago ti fioria sul volto,
In crudo mar d' affanni
Qual fiero turbo ha il tuo bel cor travolto!
Oh! piangi pur: nè stella,
Nè amica speme di tranquillo porto
Fra il torbido furor de la procella
 Ti porge alcun conforto;
E funesta una voce il cor ti serra:
- Pianto e dolore è il tuo retaggio in terra –

Vergine afflitta, se cor mesto infonde
Conforto in mesto cor, deh! soffri eh' io
Il dolor tuo seconde,
E teco sparga lacrimoso un rio.
O nei campi del cielo
Dischiuda l'alba al chiaro sol le porte,
O spieghi notte il tenebroso velo,
Me del tuo duol consorte
Al  fianco avrai me sempre...
Oh quanto, oh quanto
Dolce è sfogar fra le tue braccia il pianto!
Vergine Madre, tra i festivi accenti,
 Fra il suon d'eterea cetra,
Onde tue laudi echeggiano per l'etra,
Se flebili lamenti
lo sparsi in questo speco,
Deh! non li sdegna... a'tuoi sospir fann'eco.

Guardami Gesù !!!...

Dinnanzi a, Te prostrato,
Fanciullo mio, T' adoro !
mentre pietoso un guardo,
un guardo solo imploro.

Ah! l' occhio Tuo benigno,
protegga il mio candore:
mi guarda! e sempre puri
avrò 1a mente e il cuore!

Dal guardo Tuo amoroso,
sorretto, rinfrancato,
del più crudel nemico ,
non temerò  l' agguato.

Mi guarda del Tuo sguardo
 soave, penetrante!
mi segua l' occhio Tuo,
 mi guidi ad ogni istante.
 
Come il Tuo. fido Pietro,
mi guarda, ed il mio cuore,
sprigionerà pentito,
il pianto dell' amore.

Concentra, o Gesù mio,
in Te la mia pupilla,
dei pianto Tuo prezioso
imperlavi la stilla,

e quando a, Te chiamarmi
Ti piaccia, o Salvatore,
che l' ultima, mia lacrima,
ricada sul Tuo cuore.

La servetta di Gesú Bambino

Del gran Re dell' universo,
fortunati Genitori,
non bramate servitori
ai vostri ordini fedel?...

Ecco qui una massaina, :
son piccina, eh! non temete,
 alla prova mi mettete ;
 sono certa di riuscir.

So cucire, far la calza,
so la, mensa preparare,
 una, camera spazzare
e gli erbaggi so mondar.

Nelle ore di riposo
cura avrò del Vostro Amore ;
 la terrò stretto al mio cuore
e la nanna Gli farò.

Canterò con tenerezza:
« - Dormi, amore di Mammina!
 « la Tua umile servina,
« T' ama. pure, bel tesor - ».

Or, senz' altro incominciare
posso subito il servizio ;
son provvista di giudizio,
e so farmi rispettar.

" - E il salario ? - » - Non perdiamo
tanto tempo in complimenti,
bramo sol farvi contenti,
questo voglio e nulla più:

e un pochino ogni mattina,
l' Amor Vostro chiedo in braccio,
ecco il patto che Vi faccio -
Vi persuade? - Eccomi qui!

 


Rimani con me o Gesù!!!...


Ah no! Giuseppe santo!
Na! amabile Maria!
deh ! non portate via
 il Figlio dell' amor.

Quel Pargolo, sapete,
è, pure I' amor mio;
 che cosa farei io
senza del mio, Tesor?

Quanti crudeli Erodi,
 trarlo vorranno a morte;
 dell' odio lor, più forte
 è l’ amor mio nel sen.

E Tu, Gesù mia caro,
Ti prego ! non partire!
O vincere, o morire!!
io Ti difenderò.

Quand' altro non potessi
 Ti asconderò sul cuore :
 venga 1' uman furore, -
Che cosa temerò? -

Con Te Fanciul divino,
 ho il Re della vittoria,
 ho il pegno della, gloria,
ho il Dio d' ogni virtù.

 

Noti più capricci !


Dice Mamma he i capricci,
 stan nascosti sotto i ricci.
O se gli Angeli più belli
Sono tutti ricciutelli ?!....

E Tu pur, mio bel Bambino,
 oh! che capo ricciolino!
Che bei buccoli dorati!
sembran proprio pitturati.

 Ti ha Mammina pettinato,
o così, dimmi, sei nato?
Tu però sei un Fanciullino
 tutto santo ; sei Divino.

(Riflette) Ah! stordita -ch' io mi sono!!…
 Buon Gesù, chiedo perdono.
Si, quei brutti capriccetti
 non star già sotto i riccetti ;

ma stan fitti nel cervello,
d' ogni bimbo cattivello.
Anzi, dice il Nonno mio
eh' essi offendono il buon Dio,

 e Gli sono acuta spina,
alla fronte Sua divina.
Buon Gesù, possibil mai! ?.....
Eppur t' amo, Tu lo sai !

D' oggi innanzi, o pargoletto!
sarò buono, tel prometto l
No! mai più, mai più capricci,
o mi togli i miei bei ricci.

 

 

Non piangere Gesù


Perché Fanciullo amabile,
perché Tu cedi al pianto ?
 La Madre Tua, santissima,
ah! ! Ti languisce accanto;
 fra il mesto ed il giulivo
 Tuo padre putativo,
Ti guarda Ti contempla,
estatico d' amor.

Ma forse, ahimè! Ti pungono
 la dura paglia e il fieno,
e Tu, pel gran de spasimo,
Ti senti venir . meno?
O Angeli, che fate ?
 Coll' ali preparate
un letto tutto piuma
pel Vostro Creator.

Ma Tu continui a piangere
o tenero amar mio.
Oh! come le Tue lacrime
 mi penetrano, oh Dio !
 Ti ha forse disgustato
 degli. animali il fiato?....
 oppur di questa stalla
 Ti scuote vivo orror?...

La, Tua pupilla imperlasi
di sempre nuovo pianto.
 O mio Gesù, permettimi,
che a Te. mì prostri accanto.

A un' alma che Ti è fida
 bel Fanciullin confida:
Del tanto Tuo, dolore;
 la causa, quale fu?....

.... Intendo! ! !.... tenerissimi
 ah! sono, i Tuoi lamenti.
 L' umana ingratitudine
vivissima Tu senti.
Per Te, bel Fanciulletto,
 fu chiuso ogni ricetto;
venisti in mezzo ai Tuoi,
 e niun Ti salutò.

O cieli' o terra! e un fremito
d' orrore non provate ?...
 Peccan le schiere angeliche,
e son dal Ciel scacciate!
L' uom pecca, e Dio discende,
 dell' uom la forma, prende
e suo mallevadore
al Padre Egli si fa.

 Mistero incomprensibile
 d' onnipossente amore!
 e tanta ingratitudine
T'offende; mio Signore,
 onde vagisci, a caro;
e quel Tuo pianto amaro
 mette in crudele ambascia
la Madre e il Genitor.

O Serafini estatici
quel pianto, deh! serbate ;
 nel giorno più terribile
 su noi lo riversate.
Ah! da un Amore offeso,
 tradito, vilipeso,
l' uomo, di Lui fattura
come si sottrarrà?....
 Gesù! Gesù: non piangere!!!

 muovi le labbra al riso,
l' amore Tuo purissimo
 trionfa in Paradiso;
la. terra é suolo ingrato
 da colpa ria macchiato,
Nel Tuo bel Cielo regna
la  carità, l’amor !


Una promessa a Gesù Bambino

Per amor del S.Pargoletto,
vo' divenire proprio un buon bambino;
non più fuoco la sera voglio a letto,
e al primo cenno m'alzerò al mattino.

Obbediente sarò coi Genitori;
rispettoso e gentile cogli eguali;
cortese pur sarò cogl'inferiori
e preverrò di tutti ogni desir.

E se il Nonnino mio, meravigliato
chederà: Chi ha cambiato il mio piccino?
accennando al Presepio fortunato
dirò: Fu quell'amabile Bambino!

Invito a Gesù Bambino

Vuoi venir nel mia lettino
o grazioso Fanciullino?
Te la faccio riscaldare.
Vieni via ! - Non vuoi accettare?
Ah! ricordo! Mamma ha detto
che il Divina Pargoletto
non vuol letto, non vuol fiori
Egli brama sol dei cuori.
Prendi! il mio tutto Ti dono.
 Piccoletto come sono,

che altro posso per Te fare
 che Ti possa consolare?
Mi vuoi buono? - Tel prometto!
 Rispettoso, tutt' affetto
pei miei cari e gli altri ancor?
Sarò un angelo d' amor.

 

 

La Fede, la Speranza e la Carità presso la culla di Gesù Bambino.

Fede. Ecco siam giunte.
Sper. Oh! ben lo sento l' alito
Del Paradiso, che qui intorno spira,
Siamo arrivate al ben, per cui sospira
 Il travagliato cuor.

Car.Salve, o beato
Albergo poveretto,
Che all' ombra di tue mura
Nascondi il mio Sovrano, il mio Diletto.
 La gioia divina,
Che il cuor già m' inonda
 È un mar senza sponda:
Non posso ridir
L'arcano contento,
Che in questo momento
Mi è dato sentir.

Fede. Salve, o Bambin: tu sei padre e sostegno
Di me, che Fede appellomi.

Sper. Il saluto
Anco da me ricevi: del mio regno
Tu sei la base: resterebbe muto
Della Speranza il labbro
Senza di te, o Signor.

Car. Ben mille volte
Salve, salve, o Messia: tu le sepolte
Allegrezze ridesti: nel mio petto;
O mio Bambin, tu susciti
La santa fiamma di quel puro affetto,
 Senza di cui la vita dei mortali
Non sarebbe che un pelago di mali.

Fede. Ai tuoi piedi m'umilio: alla mia fronte
 lo pongo un velo e credo:
Di tua divinitade,
E’ ver, che i rai non vedo;
Ma ti adoro qual Dio: tu sei 1' eterno,
 L'immenso, l'infinito,
Il padron d' ogni terra e d' ogni lito.
 Fu la tua voce, che stendeva il cielo,
Che il sol creava, che di stelle fulgide
 Ornar sapeva della notte il velo.
Tu sei, che sovra i turbini
Nel tuo furor terribile cammini,
 Che del mondo i destini
Reggi col tuo saper: tu il Re dei regi.
Che siedi in alto trono
Ministro di giustizia e di perdono.
Di carne mortale
Ti miro vestito,
Eppure ti credo
 Eterno, infinito;

Ti adoro, o dei cieli
 Sovrano fattor:
 Depongo in tua mano
 La mente ed il cor.

Sper. Girai la terra per cercare un nido,
Ove posarmi: e cento e mille, è vero,
lo ne trovai, ma tutti al mio pensiero,
Tutti al mio cuore opposti: oh ! quante spine
 Pungenti e dolorose:
Trovai del mondo tra le vane rose.
Tu solo, o Divo Infante,
 Del cuore palpitante
Arresti i moti inquieti:
 Tu sol, mio caro, dello spirto afflitto,
 Smarrito e derelitto
L'ansia e i timori accheti.
 In te, Bambin, riposo,
Come sposa nel seno dello sposo:
In te calma ritrovo,
Qual nave, che ludibrio di tempesta
 Entra nel porto, ed ilare e gioconda
 Quivi il suo corso arresta.
O Fanciullin, tu sei
L'alta colonna, che splendore e vita
 in abbondanza doni ai giorni miei.
 La speme non vive,
Ma va nella tomba,
 Se come colomba
Non vola al tuo sen:
Deh! lascia, o Signore,
Che in te mi riposi:
Confortami il cuore,
 0 dolce mio Ben.

Car. Ecco la prediletta
Delle tue figlie; o Pargoletto Amore;
 A te i suoi passi affretta.
Tu sei la vita mia, Divino Infante:
Sarei muto cadavere,
Se tu non accendessi
Nelle viscere mie quelle preziose
Fiamme, che il cuor distaccano
 Dalle terrene cose,
   E l' uniscono a te.
Presso a quest'umile
 Poveretta capanna, io sento un fuoco,
Che m'accende, m'avvampa,
Che lo spirito tuo nel cor mi stampa.
 Popoli, qua venite! oh! i vostri passi
Non tardino di più: volgete i lumi
Di questa grotta ai sassi:
Oh! guardate il Bambino, che più bello
D'una serena aurora,
In un presepe si lamenta e plora.
È il Re dei regi, è il Dio, che l' universo
 Governa col suo braccio: a salvar noi
 Scese dai seggi suoi!...
-- Oh in verità l vi vuol di tigre un cuore,
 Perchè innanzi al Bambin di Bettelemme
 Divamparsi non senta dall'amore.
Oh! vieni al mio petto,
Bambino diletto:
Io t' amo: mi struggo
 D' amore per te.
Io son la tua sposa,
 Tu sei sposo mio:
Deh! vieni, o mio Dio,
 Riposati in me.

Fede. Ai nostri omaggi il Bambinello arride.
 Sper: Guardate, o dolci suore,
Com' Ei ci guarda e ride.
Car. Non parla, è ver, ma con le sue pupille

Ci dice mille e mille
Di quelle cose, che ci sazian l'alma
Col dolce pan della celeste calma.

Fede Andiamo, sorelle, - corriamo -veloci:
Nei piani, sui monti - alziamo le voci:
Il Dio predichiamo, - che nato è quaggiú.
 Vo' dire ai mortali: - alzate la testa:
Il rombo è sparito - dell'atra tempesta:
In umil presepio - è nato Gesù.
 Credete, credete: - è il Figlio di Dio:
Ei fiacca la rabbia - di Satana rio:
 Ei venne a salvare lo schiavo Israel.

Sper.Fia questo il mio grido: - chetate i lamenti:
 In Cristo sperate. - o popoli, o genti:
La stella di pace - è sorta nel clel.

Car. Ed io, percorrendo - del mondo ogni loco,
 Vo' accender per tutto - quel mistico fuoco,
 Che il Santo Bambino - nel cuor mi destò.
 Vo' dire alle genti: - è questo l'amore,
Che puro e divino - nobilita il cuore,
Che solo la pace - donare vi può.

Evviva Btlemme!!

Evviva Betlemme! - che santa parola!
De! miele più dolce - ogni alma consola,
Che vive di fè.
Fra l'ombre e il silenzio - di grotta nascoso,
In essa nasceva - qual sol luminoso
Dei popoli il Re.

Evviva! qual altra - città si ritrova,
Che adorna d'un manto - di gloria si nuova
Si vegga apparir?
Non havvi nel mondo - non havvi paese,
Che agli uomini dica: - qui un giorno s'intese
Il Verbo vagir.
Vestito di carne - qui Cristo nascea,
Il povero e il ricco - qui ad esso porgea
Tributi d'amor.
Evviva Betlemme! - a te da ogni lido
Festose le genti - sollevan quel grido,
Che viene dal cuor.

Dammi Gesù !..


O celeste Verginella,
me lo dai il Tua Bambolino ?....
Quanto è bello! ! !... Che visino!!!....
mi fa propria innamorar !

Qua lo, metti sulle braccia (stendendo le sue)
me lo posa sopra il cuore;
Gli dirò con santo ardore:
Fammi Tua ! chè mio sei già.