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PRIMO VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE IN AFRICA

Viaggio Apostolico
in Camerun e Angola
(17-23 marzo 2009)


Video


Bafoussam le 23/ marzo / 2009

Il Cameroun paese scelto per ricevere
Benedetto XVI a nome dell’intera Africa !
Udienza con Benedetto XVI il 19 marzo in occasione
del suo incontro con il mondo della soffereza.

Dal 17 al 23 marzo il Santo Padre Benedetto XVI ha compiuto il suo primo Viaggio Apostolico in terra d’Africa e per grazia di Dio nel nostro caro paese il Cameroun . Poi si, il 20 ha continuato sull’Angola paese che esce appena da una guerra interna e che é chiamato a  ricostruirsi nella pace e nella giustizia...
Le tappe : due giornate a Yaoundé nel Cameroun.
 

Martedì 17 marzo arrivo all’areoporto internazionale : Cerimonia di benvenuto. Discorso del Santo Padre .  Mercoledì 18 S. Messa in privato all’Annunziatura Apostolica. Ore 10 visita al Presidente della Repubblica ; ore 11 e 15 incontro coi Vescovi del Cameroun. Discorso del Santo Padre. Ore 16 e 45 Celebrazione dei Vespri con i Vescovi, i Sacerdoti, i Religiosi e Religiose , i Diaconi , i movimenti eclesiali e con i rappresentanti di altre confessioni cristiane del Cameroun nella Basilica  Maria Regina degli Apostoli a Yaoundé . Discorso del Santo Padre.

Giovedì 19 , incontro con la Comunità  Musulmana del Cameroun . Ore 10 santa Messa in occasione della pubblicazione dell’Instrumentum Laboris della II Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, nello stadio di Yaoundé . Omelia del Santo Padre.
Ore 16 e 30 Incontro con il mondo della sofferenza nel centro Cardinal Emile Léger di Yaoundé. Discorso del Santo Padre. 18 e 30 Incontro con i Membri del Consiglio Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi . Discorso del Santo Padre..
Venerdì 20 marzo  ore 10 Cerimonia di congedo all’areoporto internazionale . Discorso del Santo Padre.  Partenza per l’areoporto di Luanda ( Angola ).

La venuta del Santo Padre in Cameroun segna una data memoriale  in seno alla nostra giovane Chiesa e nel cuore di tanti , di molti cristiani.
L’accoglienza da parte di tuti, anche non cristiani, é stata eccezzionale. Tutti l’abbiamo accolto a braccia aperte ! Il nostro Presidente si é adossato gran parte del ricevimento  in  una stretta collaborazione con la Chiesa Cattolica.. che ha accompagnato questo  viaggio  del  Santo Padre  con preghiere e novena.

La visita del Papa , un vero annuncio di pace ; ci ha portato l’annuncio affidato alla Chiesa  del Signore risorto! Nei tre giorni ha sostenuto  sei  discorsi  dove si é mantenuto sui  principi che si propose  prima della partenza.
“Venire in Africa con la conspevolezza  di non avere altro da proporre e da donare a quanti incontrerà  se non Cristo e la Buona Novella della sua Croce, mistero di amore supremo che vince ogni umana resistenza  e rende possibile persino il perdono e l’amore per i nemici.. La grazia del Vangelo capace di trasformare il mondo ; questa   é la grazia che può rinnovare anche l’Africa, perché genera  una irresistibile forza di pace e di riconciliazione profonda. La Chiesa annuncia il Cristo, certa che il Vangelo può toccare il cuore di tutti e trasformarli, rinnovando dal di dentro le persone e la società”.
Difatti le parole chiave, gli slogan  trascritti un po’ dapertutto in Cameroun : Riconciliazioine , Giustizia e Pace per l’Africa .
Il 19 marzo nell’Omelia della Santa Messa,  il Papa ricorda San Giuseppe patrono della Chiesa universale ed anche suo personale . Alla celeste intercessione  di questo grande Santo affida  le popolazioni dell’Africa tutta intera, con le sfide che la segnano e le speranze  che le animano. “In particolare penso alle vittime della fame, delle malattie, delle ingiustizie che purtroppo colpiscono adulti e bambini”.
Nella stessa  omelia della Messa di San Giuseppe, il Papa entra nel discorso della famiglia , parla della fedeltà  dell’accompagnamento ed amore per i figli. Anche gli sposi hanno  la loro astinenza da vivere all’esempio della famiglia di Nazzaret.  Poi il Papa entra nel discorso della verginità di chi si Consacra a Dio sull’esempio di Gesù di Nazaret: Casto e Vergine, mi rivolgo ai Sacerdoti in particolare , uno ed unico il vostro maestro da seguire :” il Cristo”.
 
Alle 16 e 30 , il Papa incontra il mondo della sofferenza al Centro Cardinal Emile Leger di Yaoundé che é pure la meta del mio pellegrinaggio  per incontrarlo . Non trattengo la mia gioia nel poterlo abbracciare e parlargli, mi ascolta, non risponde, ma il suo sorriso é arriavato nel profondo dell’anima mia!  Una figura angelica, un sorriso soave ! Di nuovo il Cristo sulla terra, tra di noi!
Il Papa arriva con una scorta di Cardinali ed altro, una ventina di persone; nonché una fiumana di giornalisti italiani , dal Vaticano e Camerounesi .
Davanti , faccia alla tribuna , un padiglione di andiccappati ed ammalati.
Io mi ritrovo in prima fila in linea diretta col Papa a 20 metri .. Per ben due ore quasi , si succedono i vari discorsi : il Ministro degli Affari Sociali ; il Ministro della Sanità ; il Direttore del Centro Leger coi loro benvenuto. Il Papa prende poi la parola in francese  ( che non pronuncia troppo bene, ma lo riprende poi in inglese)... Il piccolo che avevo tra le braccia, al momento buono si mette a piangere ; la bimba alla mia destra, una mongoloide di 5 anni , comincia pure a stancarsi , mi guarda, mi fissa e poi prende la mia mano per morderla... le faccio segni di pazienza intanto il Papa arriva , prende la testa del bimbo tra le mani , lo accarezza e mi guarda ; gli parlo in italiano , gli chiedo come sta... un viso molto stanco, sorride ed io aggiungo che vivo nel mondo della sofferenza da parecchi anni e che appartengo alla Famiglia Paolina; mi sorride di nuovo e non pronuncia nessuna parola, sorride come un bravo e buon  papà anche per me.

Una volta passato oltre,  é il Cardinal Bertone che mi interpella e chiede se i miei anni li ho passati tutti li al Centro, gli dico che vengo da tuttaltra zona nella Diocesi di Bafoussam ; che cerco di andare incontro a bisogni prioritari come malattie e situazioni precarie;  i detenuti delessati nelle prigioni; assistenza alle ragazze di strada ,inoltre che sto cercando  di aprire le Cure Palliative che vedo un diritto per salvaguardare la dignità delle persone anche in fin di vita; una urgenza per il Cameroun.; un combattimento; da quattro anni vivo angoscie  e combatto affinché l’africano capisca la necessità dell’accompagnamento. E che ne vedo una urgenza....; mi mette 50 Euro nel taschino della camicetta “ per i tuoi bambini” e... ci risentiremo... Verso la fine dell’udienza mi invia un giornalista della  Radio Vaticana per intervista.   Alle domande a brucia pelo , a dir il vero non ricordo cosa possa aver risposto o detto...; comunque non altro che ciò che lo Spirito Santo mi suggerì in quel momento.
Partii a Yaoundé con tre dei miei ammalati del Centro Sanitario di Baleng. Una ragazza di 28 anni Sylvie  che fin dal suo dodicesimo anno di vita, ha sempre subito operazioni, soffre di osteomielite generalizzata. A giorni dovrà operarsi pure alle due anche , gira già con le stampelle, una gamba ragommitolata  offesa dalle varia operazioni alle ossa.

Una bambina di 10 anni , Belinda con malformazione cardiaca congenitale. Poi il nostro caro Stephane, un bimbo di tre anni con un grosso tumore alla testa... Il piccolo non può più camminare causa la pesantezza di questa. A vederlo, un vero mostro che ispira tanta tenerezza. Ho il bimbo sulle mie ginocchia... essendo stazionata in faccia la tribuna, noi due creavamo la curiosità degli accompagnatori del Papa. Stephane ai primi dell’ottobre 2008, era un bambino normalissimo ; gli scoprirono un brutto tumore alla testa. In pochi mesi, un mostro... immaginiamo la pena ed il dolore della sua famiglia! Decisi io stessa di portarlo dal Papa... Attraverso Stephane , tutta la famiglia , ancora ieri mi diceva che con questo incontro con l’uomo di Dio, anche i loro cuori sono nella pace.
E penso che di miracoli del genere, ne siano successi parecchi  “ Il risveglio alla fede , la visita di Benedetto XVI  ha portato  frutti santi a parecchie persone ed a me personalmente” .
I tanti batezzati e non troppo cristiani, senz’altro  smuoveranno quel piede che ancora sta attaccato alle loro tradizioni.. come le paure  del Dio che castiga ... Hanno incontrato il Cristo che libera e fa brillare la Sua luce nelle nostre esistenze...
Prima di tradurvi il buon discorso del Santo Padre, debbo dirvi che la figura e l’aspetto del Papa é di una persona soave , ti fa pensare al Cielo, dà tanta fiducia e speranza; manifesta un grande Amore per tutti che incontra . E’ l’uomo buono, l’ottimo Benedetto XVI! . Ti sembra di vedere Gesù  quando  si avvicina alla suocera di Pietro ( Mc 1,30-31), la prende per mano e la fa alzare. Noi oggi vediamo Gesù vivere una giornata tra i malati per sollevarli. Egli ci rivela con gesti concreti, la sua tenerezza, la sua benevola attenzione verso tutti quelli cha hanno il cuore spezzato e il corpo ferito.

Il Papa ha senz’altro risvegliato la fede in tanti cristiani, ne sto vivendo gli eco della gente che ha partecipato e di chi ha seguito la TV Camerounese che fedelmente ha riportato tutto. A Bafoussam mi dicono di avermi vista col bimbo in braccio e che ho parlato per qualche minuto al Papa... tutto con un senso di predilezione per me, e... vengono a ricevere da me la benedizione del Santo Padre....
La famiglia del piccolo Stephane, manifesta di aver deciso per una riconciliazione col Signore, sia i nonni che papa e mamma, stanno già informandosi per regolarizzare il loro matrimonio in Chiesa.
Dal mio arrivo da Yaoundé a tutt’oggi, il va e vieni della gente, anche che non conosco... Io che l’ho abbracciato e gli ho parlato é ciò che rimane a loro di quell’immagine così dolce e soave .
Allora io continuo l’evangelizzazione del Papa riprendendo quanto egli disse nel suo discorso agli ammalati ed agli assistenti degli ammalati; il fatto di “ Simone di Cirene”.
Si, perché il Papa ad un certo momento disse : “ Prego, cari fratelli e sorelle malati, perché molti “Simone di Cirene” vengano al vostro capezzale. E so che il Padre di tutte le misericordie accoglie sempre con benevolezza  la preghiera di che si rivolge a Lui. Egli risponde alla nostra invocazione e alla nostra preghiera come Egli vuole e quando vuole, per il nostro bene e non secondo i nostri deideri. Sta a noi di discernere  la sua risposta e accogliere i doni che Egli ci offre come una grazia..

Fissiamo il nostro sguardo sul Crocifisso, con fede e coraggio, perché da Lui provengono la  Vita , il conforto, le guarigioni. Sappiamo guardare Colui che vuole il nostro bene e sa asciugare le lacrime dei nostri occhi ; sappiamo abbandonarci nelle sue braccia  come un bambino nelle braccia della mamma.
Riprendo testualmente il fatto di “ Simone di Cirene” spiegato all’assemblea .
“Fratelli , alla presenza di sofferenze atroci, noi ci sentiamo sprovveduti e non troviamo le parole giuste. Davanti ad un fratello o una sorella immerso nel mistero della Croce, il silenzio rispettuoso e compassionevole, la nostra presenza sostenuta dalla preghiera, un gesto di tenerezza e di conforto, uno sguardo , un sorriso, possono fare più che tanti discorsi. Questa esperienza é stata vissuta da un piccolo gruppo di uomini e donne tra i quali la Vergine Maria e l’Apostolo Giovanni, che hanno seguito Gesù al culmine della sua sofferenza nella sua passione e morte sulla Croce. Tra costoro , ci ricorda il  Vangelo, c’era un africano, Simone di Cirene. Egli venne incaricato di aiutare Gesù a portare la Sua Croce sul cammino verso il Golgota. Quest’uomo,  anche se involontariamente, é venuto in aiuto all’Uomo dei dolori, abbandonato da tutti i suoi e consegnato ad una violenza cieca.

La stoia  ricorda dunque che un africano, un figlio del vostro continente ha partecipato, con la sua stessa sofferenza, alla pena infinita di Colui che ha redento tutti gli uomini compresi i suoi persecutori. Simone di Cirene non poteva sapere che egli aveva il suo salvatore davanti agli occhi. Egli é stato <requisito> per aiutarlo ( Mc15,21) ; egli fu costretto forzato a farlo.
E’ difficile  accettare di portare la croce di un altro. E’ solo dopo la risurrezione  che egli ha potuto comprendere quello che aveva fatto. Così é per ciascuno di noi, fratelli e sorelle : al cuore della disaperazione, della rivolta, il Cristo ci propone la Sua presenza amabile anche se noi fatichiamo a comprendere che egli ci é accanto. Solo la vittoria finale del Signore ci svelerà il senso definitivo  delle nostre prove.
Non si può forse dire che ogni Africano é in qualche modo membro della famiglia di Simone di Cirene ? Ogni Africano e ogni sofferente aiutano Cristo a portare la Sua Croce  e salgono con Lui al Golgota per risuscitare un giorno con Lui.
Vedendo l’infamia di cui é oggetto Gesù, contemplando il suo volto sulla Croce, e riconoscendo del suo dolore, possiamo intravedere, con la fede,, il volto luminoso del Risorto che ci dice che  la sofferenza e la malattia non avranno l’ultima parola nelle nostre vite umane. Io prego, cari fratelli e sorelle, perché vi sappiate riconoscere in questo “ Simone di Cirene”

Prego, cari fratelli e sorelle malati perché molti “ Simone di Cirene” vengano anche al vostro capezzale.
Incoraggio i sacerdoti ed i visitatori degli ammalati a impegnarsi con la loro presenza attiva ed amichevole nella pastorale sanitaria negli ospedali o per assicurare una presenza ecclesiale a domicilio., per il conforto e il sostegno spirituale dei malati. Secondo la sua promessa, Dio vi darà il giusto salario e vi ricompenserà in cielo.
Desidero esprimere il mio desiderio che ognuno di voi non si senta mai solo. Spetta in effetti ad ogni uomo, creato ad immagine del Cristo, farsi prossimo del suo vicino.
Che Dio ci conceda di essere gli uni per gli altri, portatori della misericordia, della tenerezza e dell’amore del nostro Dio e che Egli vi benedica!
 
 
 Grazie per avermi ascoltata... trasmetto e comunico solo ciò che non posso tenere egoisticamnte per me. “Tutto é grazia” !       Magnificat... !

Maria