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PASQUA 2009
  Verso Cristo Risorto con San Paolo


Cristo, nostra unica speranza !
 “ Se Cristo non é risorto,
vuota é la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati”
( 1 Cor.15,14-17)
A voi tutti carissimi amici e famigliari :  
Buon cammino verso la Pasqua nella gioia dello Spirito Santo !

Da sola la Croce non potrebbe spiegare la fede cristiana.
Il mistero Pasquale consiste nel fatto che quel Crocifisso “ é risorto il terzo giorno secondo le scritture” ( 1 Cor.15,4)
L’intero insegnamento dell’apostolo Paolo parte e arriva sempre al mistero di Colui che il Padre ha  risuscitato da morte. La risurrazione é un dato fondamentale in base al quale Paolo può formulare il suo annuncio : Colui che é stato crocifisso, e che ha così manifestato l’immenso amore di Dio per l’uomo, é risorto ed é vivo in mezzo a noi.

E così san Paolo offre un modello per tutti i tempi sul come predicare od annunciare. Il predicatore non crea nuove visioni del mondo o della vita, ma é al servizio della verità trasmessa nelle scritture; al servizio del fatto reale di Cristo, della Croce, della risurrezione .Il suo compito é aiutarci a comprendere oggi, dietro le antiche parole, la realtà del “ Dio con noi”, quindi la realtà della vera vita. L’affermazione “ Cristo é risorto” é attuale anche per noi?

Perché la risurrezione é per noi oggi un tema così dominante? Paolo dà la risposta a questa domanda all’inizio  della lettera ai Romani dove riferendosi al “ Vangelo di Dio ... che riguarda il Figlio suo, nato secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito in virtù della risurrezione dei morti”

( Rm 1,3-4). Paolo sa bene e lo dice  molte volte che Gesù era Figlio di Dio sempre, dal momento della sua incarnazione. Gesù viene costituito Figlio di Dio “con potenza “. Gesù umiliato fino alla morte di croce  può dire ora ai suoi discepoli “ Mi é stato dato ogni potere in cielo e in terra” (Mt28,18). E’ realizzato quanto dice l’Antico Testamento...” ti darò in possesso le genti e in dominio i confini della terra”. Perciò con la risurrezione  comincia l’annuncio del vangelo di Cristo a tutti i popol i- comincia il Regno di Cristo, questo nuovo Regno che non conosce altro potere che quello della verità e dell’amore.  Per San Paolo la segreta  identità di Gesù, più ancora che  nell’incarnazione, si rivela nel mistero della risurrezione.
Per la nostra vita di fede, noi siamo chiamati a partecipare fin nel profondo del nostro essere a tutta la vicenda  della morte e della risurrezione di Cristo. San Paolo dice : “siamo morti con Cristo” e crediamo che “ viviamo con lui, sapendo che Cristo risorto dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui” ( Rm 6,8-9). Siamo chiamati ad una condivisione delle sofferenze di Cristo che prelude alla piena configurazione con Lui mediante la risurrezione  a cui miriamo nella speanza.
Si, professiamo che Gesù é il Signore e crediamo col cuore che  Dio lo ha risuscitato dai morti.
Importante é il cuore che crede in Cristo e nalla fede, tocca che é Risorto. Tutti noi cristiani siamo chiamati a presentare, nella nostra storia , la verità della croce  e della risurrezione.
La nostra speranza : poter un  giorno entrare anche noi con Cristo nella vera nostra patria che sta nei Cieli.
Ecco il mio augurio per tutti voi : Proseguiamo nella fede con coraggio e gioia !
Tanta fede e coraggio, serve pure a me in questo periodo  dove le mie angosce  per gli ammalati terminali continuano a perturbarmi.
Angoscie per la situaione sanitaria e morale di tanti casi di fratelli camerounesi che si ritrovano già morti a qualche settimana ed alle volte a mesi, prima del vero trapasso....
Rimuoverne le cause si presenta una battaglia  dura e lunga... ci sono di mezzo le tradizioni , le credenze.. la cultura africana...

Dal 2004,  partendo dal Centro Baleng, si sensibilizza  individualmente ed in campagne di massa, la popolazione , sull’importanza  e la convenienza del centro : Cure Palliative. Le orecchie di certe persone , si radrizzano per ascoltare ed accettare, ma il contesto sociale subito scoraggia e fa ritornare indietro.  “ No , non possiamo portare i nostri ammalati terminali da voi, per noi portarli lì, vuol dire condurli direttamente alla morte “ Lì  al Centro Cure Palliative, si muore”. Fatalismo ignoranza ? Gli stessi muoiono  ugualmente , ma in quali condizioni!
Il Centro Cure Palliative vorrebbe  salvaguardare un minimo di dignità umana anche in fin di vita !
Costatiamo che  nell’anno 2008, solo 26 ospiti,  tra i quali 12 casi di tumori generalizzati  e 12 AIDS all’ultimo stadio  ; 2 diabetici  con complicazioni renali  e tumore al pancreas. 26 casi sono stati condotti da noi, la maggioranza si, sono deceduti, ma medicalmente, psicologicamente , moralmente e spiritualmente accompagnati, tanto che una certa serenità ha invaso questi pazienti, qualcuno acquista pure  il desiderio di partire presto perché stanco. Le famiglie  riconoscono la diverssità di un fin di vita al Centro. che altrove come a domicilio del paziente , dal guarritore tradizionale o all’Ospedale pubblico  apprezzano e dopo le loro funzioni di ossequie al villaggio, vengono pure a ringraziare per l’assistenza. Il Centro Cure Palliative risulta ora ben attrezzato sia in risorse umane, personale locale  formato e cosciente; medicinali  pronti alla ricorrenza; un  Medico Diocesano  che  viene saltuariamente  per controlli od a richista nostra per i casi  che oltrepassano le competenze nostre pur sempre para - medicali.Attrezzato in materiale  biancheria, disinfettanti, aspiratori pure un condensatore di ossigeno. Con gli usa e getti il lavoro nostro é  molto allegerito e ciò grazie alll’ultimo container inviato da voi. Bene, speriamo che un giorno  questi nostri fratelli avranno il coraggio di accettare e convincersi  su questi Centri di Cura, divenuti indispensabili oggi con l’arrivo delle nuove patologie invalidanti  o con tendenza alla cronicità come :  le cardiovascolari ;  i tumori di vario genere ; il diabete..
Presento i progettini più recenti assicurandovi  che gli altri continuano  ed avanzano. I primi di gennaio abbiamo organizzato e realizzato una  Missione Bibblica Diocesana, grande l’affluenza 240  persone hanno assistito regolarmente la formzione prima dell’invio. Tema “ Alla scoperta di San Paolo”. I partecipanti  hanno molto apprezzato. Il piatto caldo giornaliero  ai 300 detenuti malnutriti ed ammalati, continua regolarmente grazie  ad un ultimo soccorso della Karim; dall’ntervento pure  del  Dottor Venturelli Fiera di Rimini ; dall’invio , per l’ennesima volta , del gesto generoso del Dottor Iorio  al quale annuncio di aver chiesto anche  una Santa Messa  tutta per lui, che il Signore continui a dargli il coraggio e la forza nell’accettazione della Sua volontà.  Auguri!
Abbiamo preso in mano, vista la necessità, la costruzione e il miglioramento di due scuole per le elemntari , in due villaggi  un po’ sperduti e poveri. Uno cioé Banegham  Santa Maria Maddalena, l’abbiamo affidata alla Parrocchia di Dogana che già l’anno scorso ha completato e resa funzionale la bella scuola  d Bandjung ( loro la chiamano la scula dell’Abbé Ferdinanad...) .
L’altra a Baleveng Saint Thomas  affidata al Centro Missionario di Cittadella  tramite la nostra amica Silvia Soffia che già ci ha aiutato per le cure della piccola  Belinda di 10 anni,  nata con una malformazione cardiaca.  Malaticcia fin dalla nascita, solo  un anno fa , le fu fatta la diagnosi.
Stiamo pure preparando e cucendo le lenzuola di detenuti minori, 38 grandi lenzuola  per materasso 140X 190 a loro offerti cinque anni fa , dormivano sul legno nudo;  questo turno di rinnovamento lenzuola, é il terzo.  In ogn imodo in questi giorni andrò per la consegna. Immagino la festa! , ne avrete le foto nel nostro sito che anche questo sarebbe da aggiornare.
Continuo la passeggiata serale dai detenuti ricoverati all’Ospedale Provinciale, i casi acuti gravi riferiti dall’infermeria  delle prigioni...
Il mio tempo si può dire  non manca di occupazioni , per di più il campanello di casa, squilla facilmente; basta che si veda la macchina nel cortile , non mancano le visite....
Carissimi, vi annuncio il mio prossimo viaggio verso di voi nel corrente mese di giugno prossimo. Desidero riabracciarvi  e pure un po’ di riposo.   
Buona Pasqua  a tutti  che estenderete a chi più vi sta a cuore!   Grazie.


Maria


PASQUA 2008



A voi tutti carissimi amici e famigliari, vengo col mio vivo augurio di Pace e di  Speranza.

Nella speranza siamo salvati dice S.Paolo ai Romani ed  anche a noi. (Rom.8,24)
Si, la nostra Pasqua 2008, la vivremo nella Speranza. Accogliere la speranza del mondo ci invita a rendere conto della nostra speranza così come ci invita sovente l’Apostolo Paolo nelle sue diverse lettere :“ Trasmetti la Parola che tu ricevi” Durante questa quaresima domandiamo allo Spirito Santo di aprire i nostri cuori e la nostra intelligenza alla Parola affinché da essa abitati , noi possiamo rendere conto della nostra speranza!
Risvegliare la nostra fede nella Parola di Dio che può trasformare il mondo poiché essa può toccare e trasformare il nostro cuore. Quale tempo prendiamo noi durante questo periodo di quaresima, per leggere e meditare la Parola di Dio al fine che sorga in noi la domanda che Gesù ha fatto, un giorno ai due ciechi che imploravano la sua pietà : “ Credete voi che io possa fare questo?” (Matt. 9,28). Allora come per questi ciechi, la Parola di Dio ci darà la vista, la parola ci metterà sulla strada, ci aprirà dei sentieri di riconciliazione.


La missione di trasmettere la speranza.

Oggi le “terre straniere”, sono oramai in casa nostra, pagani di laggiù che vengono da tutti altri continenti, pagani di casa nostra usciti dal dubbio delle nostre culture dell’oggetto consumato o vantabile... L’invio di Cristo si traduce allora nel quotidiano dell’incontro, attraverso il dialogo e l’ascolto reciproco in termini di condivisione e di scambio della nostra e loro  storia. La salvezza si annuncia, non per delle convinzioni imposte, ma per delle speranze rivelate. A ciascuno d’intendere nella sua propria lingua “ le meraviglie di Dio”. ( Atti 1,11)
“ Dimmi la tua speranza”, vuol dire che , più che  dare dei buoni consigli di speranza, ci mettiamo piuttosto all’ascolto degli altri, di qualsiasi altro per ricevere da lui dei messaggi di speranza , delle ragioni per condividere delle strade di umanità e di fraternità. Occorre vedere bene come la speranza non é mai solitaria e autosufficente.. In modo particolare ai nostri giorni é aperta verso i più svariati settori e di molteplici attori senza opposizioni di razza o di lavoro, di età o di culture. La gioia di un bambino, il ritorno di un ammalato, l’amore tra le copie, un giovane che passa ai suoi esami, così come la scoperta della fede o la festa di un quartiere, una celebrazione liturgica che tocca il cuore e cambia lo sguardo sugli altri come su Dio.
Tutto ciò che fa sorridere e rivivere, noi vogliamo ascoltarlo come un mormorio di Dio per la nostra umanità. E’ importante pure di meravigliarsi della speranza degli altri e di farne il gusto della nostra propria preghiera e l’anima  dei nostri propri impegni.. Ciascuno può dire all’altro:” Ho bisogno della tua speranza per sperare in me e nell’avvenire”.. E’ sempre da un altro che noi riceviamo la gioia di sperare.
“La speranza nell’incrocio della fede e dell’amore”. Nella nostra società moderna noi vediamo rifiorire le credenze, le sette ed i gruppi spirituali i più svariati, da una parte, ma nello stesso tempo troppa gente e dei giovani si  rifugiano nella droga o s’addormentano nell’alcolismo e nella  loro distruzione.. E’ ben per questo che Evangelizzare, non é convertire verso le nostre idee o riportare qualcuno verso una cappella, ma rileggere con dei fratelli ciò che fa credere alla vita ed a osare ad amare in  verità. La speranza é l’incrocio della fede nell’uomo e nell’amore di Dio.. e questo noi lo riceviamo dal Vangelo, noi lo condividiamo come una gioia ricevuta da Dio per ogni essere  umano, anche al di là delle frontiere tra le religioni e le credenze. Una speranza senza frontiere né barriere.

   “Spe Salvi “di Benedetto XVI.. Citazione :” La vera fisionomia della speranza cristiana.  Chiediamoci : che cosa possiamo sperare? E che cosa possiamo non sperare?.. Inanzi tutto dobbiamo costatare che un progresso addizionabile é possibile solo in campo materiale.. Qui nella conoscenza crescente della strutture della materia e incorrispondenza alle invenzioni sempre più avanzate, si da chiaramente una continuità  del progresso verso una padronanza sempre più grande della natura. Nell’ambito invece della consapevolezza etica e della decisione morale non c’é una simile possibilità di addizione per il semplice motivo che la libertà dell’uomo é sempre nuova e deve sempre nuovamente prendere le sue decisioni. Non sono mai semplicemente già prese per noi da altri. – in tal caso, infatti, non saremmo più liberi. La libertà presuppone che nelle decisioni fondamentali ogni uomo, ogni generazione sia un nuovo inizio. Il tesoro morale dell’umanità non é presente come sono presenti gli strumenti che si usano; esso esiste come invito alla libertà e come possibilità per essa. ( fine citazione ).
Carissimi , vi invito e prego affinché abbiate il coraggio di prendere in mano l’ultima Enciclica del nostro Papa ... é forte e meravigliosa.. liberatrice un cammino nella Speranza! Redenzione.
Ecco che voglio ora condividere due mie grandi  speranze. Condividerle con voi e viverle coi miei fratelli Camerounesi.
a) Il popolo Camerounese sta vivendo una povertà a conseguenze inimmagginabili ; vorrei parlare della povertà dell’ignoranza. Si, “ la povertà dell’ignoranza “ il peggiore nemico  che ritarda il progresso e continua a creare limiti... e problemi.

Quante malattie inutili, decessi inutili causa l’ignoranza in materia di salute!... Quante paure che ti portano a giudicare, condannare l’altro, alla gelosia, allo scoraggiamento verso il futuro : mancaza di speranza , dunque mancanza d’impegno...Ignoranza che rende irresponsabili, sfruttatori.. ecco la corruzione che dilaga in Cameroun!, ecco le evasioni verso le  città, verso i paesi dell’Europa!
Ecco cosa intendo per Bafoussam : “ Radio Speranza “ Ecco la mia grande  speranza  per i miei fratelli! Speranza anche per me : poter realizzare questo mio ultimo sogno se il buon Dio mi permette ancora qualche anno di presenza ; realizzare questo ultimo sogno prima di tornare là dove la mia vocazione alla solidarietà ed alla condivisione, é nata ; cioé casa mia in Italia.
La radio , si, una radio locale tenuta e mantenuta dai locali, da loro stessi. Il Cameroun é ricco di potenze intellettuali, specialisti che saranno pure volontari e fieri di mettere a disposizione le loro conoscenze, fare risuonare la loro voce in ogni angolo, per mantenerla aperta 24 ore su 24!
Gli apparecchi radio qui sono alla portata di tutti e ce l’hanno sempre accesa...Tra tutti i mezzi più moderni , la radio é pure quello che più si addice all’informazione, alla formazione, all’educazione; l’audio rimane più impresso , aiuta a ritenere  e lascia liberi alle scelte per cambiamenti di comportaimento...Il pensiero non é distratto dalla vista, guaio che procurerebbe la TV.
E’ in occasione della festa di Pasqua che vi annuncio: il mio sogno sembra si stia realizzando...
Mi fermo e vi chiedo una preghiera !Nel gennaio scorso un sabato e, precisamente il 26, il Signore mi da di incontrare uno sponsor per le grosse spese di impiantazione  : antenne ed immobile..Uno sponsor ancora una volta italiano...
Non li ho cercati , sono venuti da me e... sul tavolo del mio ufficio al Centro Baleng, hanno  notato l’articolo che apparve su Famiglia Cristiana N° 35Radio speranza”.

Dunque il 2008 ci sta riservando delle gioie!
Ci hanno assicurato un primo scambio di programma:  intervento, durante il mese di marzo prossimo. Noi qui, ci stiamo organizzando per quella che sarà la funzionalità della radio: giornalisti ( già abbiamo due Sacerdoti Diocesani preparati); luogo e piano dell’impiantazione, probabile personale da preparare...
Denominazione :” Radio Diocesana Bafoussam”.
b) Il  Centro cure Palliative..ve lo presentai lo scorso anno... Abbiamo già dato inizio, personale sul posto, strutture in ordine.
Tanta buona volontà  di poter accogliere ed accompagnare  gli ammalati, ma, si, purtroppo c’é un  ma,.... mi spiego in poche parole : l’Africano nella sua mentalità  quando é ammalto e non importa di quale malattia, vorrebbe sempre guarire e guarire presto!... Il concetto di malattia a lunga durata, di malattie croniche !?...  non ne vuole sapere. Conclusione , si avvicina a noi e poi dopo qualche settimana se ne va ; la famiglia si riprende il caso e va a provare in un altro ospedale o verso un ciarlatano oppure un marabu.. ..quì, la necessità ancora della radio: far risuonare  le informazioni...Un desiderio, due sogni del vivere e del meglio vivere del Camerounese di oggi. Con nel cuore questi due sogni , vi lascio con un abbraccio amichevole e frateno.

BUONA PASQUA NELLA GRAZIA DELLA REDENZIONE, NELLA SPERANZA.

Maria

 

PASQUA 2007

 

A voi tutti cari amici e famigliari, giungano i miei più cari AUGURI !

Dopo “ La bellezza salverà il mondo” del S.Natale scorso, ora Gesù ci viene incontro con il suo Amore . Ha dato tutto se stesso per noi nella volontà del Padre. E’ Resuscitato e l’ha raggiunto ; comunque ci dice:” non vi lascierò orfani, e giustamente perché andrò al Padre a prepararvi un posto . Il Signore ci attende alla nostra resurrezione ; si, l’approccio a Dio é stato ed é sempre problematico, faticoso, difficile. Non ci ha lasciati soli , lo Spirito Santo é tra di noi e se faremo silenzio ascoltandoLo, compiremo opere meravigliose anche qui su questa terra. E’ sempre l’azione dello Spirito Santo che “ applica” a noi la grazia che Cristo Gesù “ ha ottenuto” con la sua incarnazione, morte e Resurrezione. Questa grazia, che é luce, forza, amore ci viene dallo Spirito nella misura delle necessità che abbiamo nelle svariate occasioni della vita. Lasciamoci guidare, abituiamoci a mettere Dio al primo posto delle nostre preoccupazioni . Colui che mette tutta la sua speranza in Dio, Dio lo perdonnerà, lo benedirà e l’accompagnerà , poiché ogni tanto Dio ha sentito la sua voce. “ Ecco l’itinerario della fede”. Quando il mio servo mi chiama,dice il Signore, gli rispondo, resto presso di lui nelle sue prove e preoccupazioni. Vado a liberarlo, a glorificarlo.....( Salmo 90,15-16). Ecco il mio augurio : “ Facciamo sentire la nostra voce” Coraggio, vi ricordo. Ora carissimi vorrei mettervi al corrente delle ultime novità. Vi trasmetto direttamente la presentazione del nuovo progetto fatta alle autorità civili e religiose, in occasione dell’innaugurazione 24 febbraio 2007. Due nuove attività nei pressi del Centro Sanitario e Laboratorio di Baleng.

1 - Centro “Cure Palliative ammalati in fase terminale”

2 - Centro “ Ammalati cronici abbandonati” Una malattia che da il tempo per morire.... l’AIDS. Fare arrivare vivi questi ammalti all’incontro del trapasso! Ecco ciò che cerchiamo con l’accompagnamento di questi ammalati al : Centro Cura Palliative di Lafe-Baleng. Questo progetto che sto per presentarvi appartiene al mio spazio interiore, ad una parte del mio spazio interiore e ciò col mio Dio creatore, abbiate pazienza dunque, sarò un po’ lunga...Grazie. Siamo alla prima settimana dell’avvento 2006, mi preparo a ricevere il Cristo dono del Padre per l’umanità. Il Cristo per me, Maestro : Verità, Via e Vita. Cristo Vita; Vita in pienezza. Vita, per me, attraverso la Parola, la Liturgia, i Sacramenti ed in particolare la Comunione. La Vita “ Sono venuto per dare la Vita e darla in abbondanza” ( Giov.10,10); un desiderio mi prende, desiderio di vivere.... e del meglio vivere degli uomini di oggi.
Passiamo agli atti.. é stato lo slogan della XVI Conferenza Mondiale dell’AIDS a Toronto. Mi sono chiesta : “ Incominciare da che cosa? Cosa posso fare? Penso che occorre cominciare dal rispetto dei diritti dell’uomo, che significa il rispetto della dignità umana, e dunque il rispetto delle persone fragilizzate, indebolite dalla malattia. Ed ecco l’inizio delle Cure Palliative... preparare un Centro accogliente , attrezzato per ascoltare, soddisfare persone con bisogni particolari e personalizzati. Andare incontro a questi ammalati ed offrire loro un accompagnamento intelligente, generoso, amoroso; tecnicamente perfezionato e sopratutto con COMPASSIONE VERA. Dunque prevedere innanzi tutto un buon quadro personale infermieristico. Prevedere la loro formazione ed una formazione continua. Ciò che presento oggi, più che opera mia, é un’opera di Dio; lo Spirito Santo me l’ha ispirata, il buon Dio me l’ha chiesto. E’ un’opera di tutti quelli che presteranno una generosa collaborazione.
Sono riconoscente e fiduciosa verso Colui che ne é il primo ispiratore e sostenitore di questa opera.. Non nascondiamoci che l’impresa é ardua, che il nostro spirito cristiano deve essere portato alla più grande elevazione per amare sempre quello che non é dal punto di vista umano amabile, per vedere l’anima di questi corpi disfatti; per considerare ed abracciare sempre il Cristo in questi esseri che sono diventati per tutti, degli emarginati So che a Bafoussam c’é una classe di respinti dalla società.Agiamo per questi fratelli abbandonati a se stessi. Basta fare un giro all’Ospedale Provinciale, nei quartieri bassi della città. Non posso raccontare qui tutti i fatti vissuti ultimamente... Dico solo che ancora la gente ha un’estrema paura per avvicinare un ammalato AIDS e...se é un famigliare,queto viene presto fatto ricoverare e si sparisce....in genere sono questi i casi terminali che ospiteremo.

“ I Segni dei Tempi” XV Giornata Mondiale dell’Ammalato 11 febbraio, il Papa, Benedetto XVI nel suo messaggio ci parla di ciò che vi ho detto sopra... il richiamo della prima settimana di Avvento...” Cura ed accompagnamento degli ammalati terminali ed ammalati cronici. Accompagnamento degli ammalti all’ultimo stadio ;poiché “ morire in dignità é un diritto. Di tutti”! Chiamati a sostenere i diritti di quelli che si trovano alla porte della morte Due poli dovrebbero dominare questa attività alle Cure Palliative: da un lato, il contatto umano del personale e dall’altro la competenza sanitaria.. Tutti e due importanti ed irreversibili. Il primo bisogno dell’ammalato in fase terminale é quello di togliere od attenuare il dolore.
Ma non é abbastanza; una volta eliminata la sofferenza, c’é la vita di tutti i giorni, coi suoi bisogni e le sue domande quotidiane. Per questa ragione, vicino a questi ammalti occorre il personale sanitario, l’assistente sociale, lo psicologo ed il Sacerdote.. Per noi: cominciare ed imporsi di migliorare sempre più i nostri interventi vicino a questi pazienti. Mettiamo il nostro sapere e volontà a disposizione di chi vorrebbe impegnarsi ad aiutare a”vivere” chi si avvicina alla morte.
2 – A Bafoussam ci sono anche gli ammalati cronici assolutamente indigenti, soli o che vivono con un figlio, e ti trovi questo figlio tra i detenuti minori delle Prigioni Centrali!............ Ci sono anche dei casi che vengono rifiutati dagli ospedali perché disturbano troppo.. chiedono troppo del nostro prezioso tempo!.....rispondono gli impiegati Infermieri! Per questi, potrei mettere a disposizione l’ultimo edificio alla piattaforma sopra il Centro Baleng.. Aspettiamo un po’.. comunque ho già comandato i letti e l’idraulico con l’elettricista... ci sono casi urgenti che vedo la sera alla mia passeggiata verso i detenuti ricoverati all’Ospedale Provinciale..difronte a certe scene, canto il magnificat per il dono della la mia vita ,e per la salute che il Signore mi da. Strano, difronte la sofferenza, la morte canto la vita! Si, guardiamo la vita con l’occhio e la gioia del terzo giorno, quello della Resurrezione, so che non é sempre facile .
Non morire significa vivere. Significa che l’aids, la morte non precederà sulla vita, ma l’amore guadagnerà : la vita sorpassa l’AIDS.
L’incontro dell’uomo interiore! Per la nostra qualità di presenza , di ascolto e di tenerezza possiamo aiutare gli ammalti alla fine della loro vita, a prepararsi al grande “passaggio”. E’ nella preghiera che possiamo attingere la nostra fiducia nell’uomo e nelle sue risorse interiori . L’accompagnamento del morente, é una scuola. Quando mi avvicino ad uno di questi ammalti, io dimentico tutto ciò che accade intorno a me. “ Se, mentre il nostro uomo esterno se ne va in rovina... il nostro uomo interiore si rinnova”! Si può solo essere là, con la propria fiducia nell’altro. Ed aggiungo che: la dignità non é solamente un corpo...... “ Vita-Morte e Persona”. Guai alla bassa visione dell’esistenza.!.... Dio che vede tutto, che appezza senza dimenticare il più piccolo bicchiere di acqua data al povero che ha sete; che dia a voi, cari amici e benefattori, una grande benedizione e prosperità que di tutto cuore desidero per voi -


Maria Negretto